Lavoro agile: cos’è e chi può svolgerlo

L’emergenza coronavirus sta accelerando una rivoluzione, un cambiamento strutturale che va incoraggiato. L’obiettivo di questo nuovo strumento, si costruisce giorno dopo giorno, a distanza e con costanza. Il lavoro agile o smart working, indica una modalità di lavoro non vincolata da orari o da luogo di lavoro. È stabilita tramite un accordo stipulato tra dipendente e datore di lavoro. Non tutte le professioni, però, possono essere svolte tranquillamente in questa modalità. Di seguito, vedremo come funziona e quali sono i maggiori campi di applicazione.

Come funziona il lavoro Agile

Di smart working, c’è una vera e propria definizione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. I principi chiave di questo approccio sono la flessibilità, l’autonomia, la responsabilizzazione, la fiducia, la collaborazione ed infine l’ottimizzazione degli strumenti e delle tecnologie. Con questa tipologia di lavoro, si innesca un percorso di profondo cambiamento culturale.

Inoltre, richiede un’evoluzione dei modelli organizzativi aziendali. Bisogna sempre ricordare, infatti, che è un progetto intrinsecamente multidisciplinare, che presuppone una governance integrata tra gli attori coinvolti.

Tipologie di lavoro agile

Esistono diverse tipologie di lavoro agile da poter svolgere nella nostra Nazione. Quindi vediamo qui di seguito quali sono le tipologie di Smartworking da svolgere direttamente da casa.

Lavoro Agile Personale Ata

L’attuale personale, all’interno della scuola, lavora attraverso lo smart working, pur di non rischiare di uscire fuori casa. Le attività di consulenza, vengono svolte in modalità telefonica, oppure on-line. Il dipendente personale Ata, in lavoro agile, deve dichiarare di disporre, presso il proprio domicilio, di tutta la strumentazione tecnologica adeguata a svolgere il proprio compito. Inoltre, deve poter garantire la reperibilità telefonica, ma solo nell’orario di servizio.

Le prestazioni lavorative in formato agile, dovranno essere quantificabili e misurabili. Nel caso di numerose richieste di lavoro agile, il Dirigente scolastico, privilegerà i soggetti portatori di patologie, maggiormente vulnerabili all’esposizione al contagio, coloro che si avvalgono dei servizi pubblici di trasporto, per raggiungere la sede lavorativa, ed infine, i lavoratori sui quali grava la cura dei figli, a seguito della sospensione dei servizi dell’asilo nido e delle scuole dell’infanzia.

Lavoro Agile Pubblica amministrazione

È evidente che il graduale rientro dei lavoratori negli uffici, dovrà presupporre la disponibilità e l’utilizzo di tutti gli adeguati strumenti di protezione individuale e di igienizzazione e sanificazione degli ambienti. Inoltre, dovrà prevedere, l’assoluto rispetto della distanza minima, da consentire attraverso una rimodulazione degli spazi.

La macchina pubblica, non si è mai fermata. Ad esempio, nel Lazio, il 96% dei lavoratori è in Smart Working e sta comunque assicurando le prestazioni cui è preposto, anche attraverso l’utilizzo dei propri strumenti personali. Dirigenti scolastici e Docenti, utilizzano il social working. Basti pensare ai registri elettronici, le classi virtuali, i canali digitali per produrre e condividere contenuti.

I pro ed i contro del lavoro Agile 

I pro, sarebbe attribuibili ai benefici misurabili in termini di miglioramento della produttività e della riduzione dell’assenteismo. È una modalità che consente al lavoratore, di conciliare lavoro e famiglia. Inoltre, consente un aumento della propria produttività, in quanto i lavoratori si sentono maggiormente responsabilizzati e di conseguenza si ottiene un miglioramento della performance.

I contro sono quantificabili maggiormente in termini di isolamento, in quanto lo smart working crea una distanza, tra lavoratore ed ambiente d’ufficio. Inoltre, sarebbe presente una forte variabile di distrazioni, derivanti da fonti esterne.

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