Che si parli di calvizie o di alopecia androgenetica, il concetto è sempre lo stesso: si tratta di una perdita di capelli che è provocata da una suscettibilità del follicolo pilifero rispetto a una miniaturizzazione androgenetica. Questi paroloni in apparenza complicati nascondono una realtà molto più comune di quel che si possa immaginare: si tratta, infatti, della tipologia di calvizie più diffusa, che riguarda sette uomini su dieci. Ma non solo: il problema è frequente anche tra le donne, se è vero che a esserne colpito è almeno il 40%. Un ruolo importante è quello svolto dai fattori genetici, ma altrettanto decisive rimangono le variabili ambientali: va detto, però, che restano ignote numerose eziologie.

Recandosi sul sito di CesareRagazzi si può scoprire in che modo curare l’alopecia androgenetica: una delle soluzioni a cui si ricorre consiste nell’adottare dei farmaci come il Minoxidil, che funziona da stimolante e che può essere utilizzato sia con le donne che con gli uomini. Affinché possa garantire la sua efficacia, tuttavia, un trattamento a base di questo medicinale deve essere costante e non può venire interrotto: nel caso in cui la terapia si fermi, infatti, l’alopecia androgenetica peggiora di nuovo.

In altri casi si può intervenire con farmaci che vanno a influenzare il livello ormonale: può essere, infatti, che a determinare la calvizie sia un livello eccessivamente elevato di DHT. Ecco, quindi, che per gli uomini che hanno a che fare con l’alopecia può essere una soluzione quella di cercare di evitare che il testosterone si trasformi in DHT. Il farmaco a cui si ricorre – la finasteride, di solito – deve essere assunto con regolarità, ed è solo dopo un anno che si possono notare i primi risultati, con capelli decisamente più folti. Il problema è che se si vuole sconfiggere la calvizie si è costretti ad assumere medicinali per il resto della propria vita: nel momento in cui la somministrazione viene interrotta, infatti, l’alopecia torna a diffondersi come in precedenza.

Come si riconosce l’alopecia androgenetica

La calvizie negli uomini presuppone, in genere, che si cominci a perdere i capelli al vertice dello scalpo e sopra le tempie: con il passare del tempo, a essere mantenuta è solo una striscia dietro la testa e ai lati. Va detto, in ogni caso, che un trattamento a base di farmaci non rappresenta la sola via possibile da percorrere per dire addio all’alopecia: una valida alternativa, infatti, si può trovare nell’infoltimento o nel trapianto di capelli, tenendo conto del fatto che il primo è un tipo di trattamento non chirurgico.

Con l’infoltimento, infatti, ci si affida alle epitesi di ultima generazione, che possono essere create ad hoc in modo tale da adattarsi alla dimensione della calvizie che deve essere coperta, al numero di capelli e al colore della chioma. Per quel che riguarda il trapianto, invece, nella maggior parte dei casi viene preso in considerazione come ultima possibilità: prevede, in genere, l’impiego della tecnica Fut, cioè Follicular Unit Transplantation, che consiste in un autotrapianto di capelli realizzato a partire dall’estrazione dalla nuca di una striscia di pelle del cuoio capelluto.