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I neologismi di Internet non piacciono ai navigatori

26/06/2007

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Da un’indagine condotta da YouGov per conto di Lulu, l’azienda ideatrice del Lulu Blooker Prize (il primo premio letterario per i blooks - libri basati su blog o su siti web), è emerso che i neologismi di Internet non piacciono ai navigatori.

L’istituto di ricerca YouGov ad inizio giungo ha intervistato 2.091 persone e, in base alle risposte degli intervistati, sono emersi i seguenti risultati.
Il primo premio è stato vinto da folksonomia (termine fortemente legato al web sociale e più noto con l’espressione inglese folksonomy), neologismo che sta ad indicare una modalità di categorizzazione spontanea e collaborativa di informazioni mediante l'uso di parole chiave scelte liberamente.
A seguire, tra i più odiati termini che circolano in Rete, troviamo blogosfera e blog, ovvero  tutto ciò che ha a che fare con i diari personali o professionali, netiquette, il “galateo” della Rete, e blook.
Al decimo posto si trova il temine wiki (utilizzato per descrivere un ambiente di pubblicazione collaborativo ipertestuale, come, ad esempio, wikipedia) e sembra che siano rientrati nella classifica anche i termini webinar (usato per indicare una conferenza on line, anche se ancora poco diffuso in Italia), vlog (dove le due parole video e blog si sono fuse insieme) e cookie (temine che sta ad indicare i piccoli file testuali che, generalmente, vengono utilizzati dai vari siti Internet per controllare quante volte uno stesso utente accede ad un determinato sito web).

Non si conoscono ancora tutti i risultati, ma in Rete si sente dire che la classifica è lunga…

Sara Nocentini

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