Come la seo ha rivoluzionato i siti web

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L’acronimo SEO sta per “Search Engine Optimization”.
Negli anni le pratiche della SEO hanno subito grossi cambiamenti, rivoluzionando anche i siti web, che si sono dovuti adattare a regole in continuo cambiamento. Per questo motivo anche i copy writer e gli esperti della SEO si tengono costantemente aggiornati su come riuscire a garantire ai siti un buon posizionamento su Google, che è a tutti gli effetti il più grande motore di ricerca al mondo, di certo il più utilizzato. A lui segue solo quello di Yahoo, che è comunque di gran lunga meno usato e non ha ovviamente le stesse regole che il ruolo quasi monopolistico di Google ha imposto negli anni.

Come è cambiata la SEO

Un buon posizionamento su Google significa che una cerca azienda o un nome debbano comparire nei primi 10 risultati contestuali alla ricerca, quindi nella prima pagina. Già la seconda pagina significa essere penalizzati, in quanto chi precede nell’elenco ha una maggiore visibilità e quindi “supera” gli altri quanto a “click” e consultazioni, lunghe o brevi che siano, del proprio sito. La SEO serve per la creazione di contenuti di qualità che contengano le parole chiave giuste riguardo a un dato settore, a un certo target e alla possibilità che l’internauta, per trovare l’azienda inserire determinati “record”. I contenuti del sito, se ben ottimizzati con le tecniche SEO, possono realmente scalare la classifica di Google, ma negli anni questa corsa ai primi 10 posti è diventata sempre più difficile. La SEO è cambiata in base all’aumento delle attività online, con l’avvento dell’e-commerce e anche con la frequentazione sempre più assidua di milioni di internauti sui social, che è l’ultima frontiere dell’indicizzazione dei contenuti. Agli albori della SEO, per avere un sito ottimizzato era ed è importante studiare i competitor e, senza farsi problemi, imitare e superare la qualità quanto a grafica e operazioni del web master.

Un buon colpo d’occhio fa parte dell’operazione di attrattiva di nuovi visitatori, ma di certo non basta per raggiungere l’obiettivo. La scelta delle keyword è fondamentale, in quanto bisogna scegliere bene quelle principali e quelle secondarie, mescolandole anche a sinonimi e affini, senza lasciare nulla al caso. I contenuti di buona qualità devono anche essere forniti di metatitle e tag che, nel linguaggio HTLM, vanno da H1 ad H6 e hanno tutti un ruolo ben preciso nella visualizzazione d’insieme che si vuole dare all’utente. Rispettare la presenza di parole chiave però non è bastato, perché ad un cento punto Google ha messo un freno a chi creava dei contenuti inflazionati da keyword al solo scopo del posizionamento. La densità, dunque, delle parole chiave è stata limitata al 7% per ogni pezzo o comunque alla ripetizione di un minimo di 4 a un massimo di 6 volte, ma sempre in base alla lunghezza del pezzo.

Ogni contenuto deve essere linkato e anche su questo aspetto è intervenuto con il tempo un cambiamento per il posizionamento dei siti sui motori di ricerca. Non è più bastato avere buoni contenuti sui siti web, ma era necessario dotarli e arricchirlo con collegamenti esterni che, all’occorrenza, possono ampliare il bagaglio di conoscenze e informazioni date ai visitatori.

La performance del sito migliora nei casi in cui il link viene in qualche modo “ricambiato” e compare a sua volta sulle pagine del collegamento inserito, dando vita a una sorta di rimpallo che giova a entrambi.

Impedire l’abuso della SEO

Il cambiamento delle tecniche della SEO è andato di pari passo con i trucchi usati da molti per “ingannare” le regole del posizionamento sui motori di ricerca. Pratiche scorrette come una ripetizione random di parole chiave, ancorché senza un senso compiuto, o lo spamming dei link oggi penalizzano chi li mette in pratica e costringono gli esperti a rispettare delle regole ben precise. La regolarizzazione di alcune pratiche scorrette della SEO hanno portato i professionisti in materia a dover affinare le loro conoscenze e anche le pratiche, per avere una buona indicizzazione. Ecco perché investire nella SEO ha un costo in base alle esigenze di posizionamento.

Come è diventata oggi la SEO

Alcuni aspetti della SEO elencati sono alla base di tutto il lavoro dei web master e del copy writer e altri professionisti del settore e servono all’evolversi delle tecniche e anche al rispetto delle nuove regole, dettate soprattutto dall’introduzione di severi controlli per tutelare tutti gli utenti, introdotti sempre da Google. Oltre al fatto che i contenuti devono essere chiari, esaustivi e accessibili alla comprensione di tutti, quindi essere di qualità, devono anche rispettare i vari “panda, pinguini e colibrì”. Sono gli aggiornamenti per il controllo che Google ha messo a punto, al fine di limitare le tattiche scorrette e l’abuso, ma anche per il miglioramento della ricerca, a cui ha dato nomi di animali, rispettivamente Panda, Penguin e Hummingbird.